UNICEF Italia porta il teatro in Sierra Leone

UNICEF Italia porta il teatro in Sierra Leone
 INTERVISTA AD ANDREA IACOMINI

Oggi ospitiamo sulle nostre pagine un amico, Andrea Iacomini, Portavoce dell’UNICEF Italia che ci parla di un importante progetto per la Sierra Leone, volto a combattere la malnutrizione e le malattie, garantire assistenza medica e a diffondere l’istruzione. Questo progetto sul campo è riuscito, tra le altre cose, a portare in Sierra Leone la recitazione tra le materie d’insegnamento che, nelle strutture scolastiche create da Unicef, vengono proposte ai bambini e ai ragazzi.

Chiediamo ad Andrea Iacomini di raccontarci come è nato questo progetto e quali obiettivi si pone.

Il progetto è nato dall’esigenza di spiegare ai ragazzi ed alle ragazze della Sierra Leone, in maniera semplice diretta e chiara, alcune tematiche fondamentali per la loro crescita come il rapporto tra uomo e donna, la non violenza, la lotta all’Aids, il rispetto reciproco e le corrette pratiche sessuali. La recitazione in questo senso è un volano incredibile di conoscenza, un metodo diretto e infallibile per sviluppare una cultura migliore all’interno di paesi ancora fortemente dominati da pratiche tradizionali.

Quali esigenze hanno spinto Unicef Italia a scegliere anche la recitazione tra le materie d’insegnamento delle scuole in Sierra Leone?

La Sierra Leone è un paese agli ultimi posti nelle classifiche mondiali per mortalità infantile che ricordiamolo ogni giorno nel mondo miete 19mila bambini spesso per cause prevenibili o curabili. E’ dunque fondamentale, accanto ai nostri tradizionali metodi di intervento, sviluppare una coscienza collettiva, una cultura della vita, attraverso il più innovativo ed immortale dei metodi, la recitazione, partendo dalle nuove generazioni.

Gli spazi destinati alle scuole sono polivalenti? Pensate di costruire degli spazi a scopo unicamente ludico, o addirittura di sviluppare spazi da destinare alla recitazione, che assomiglino sempre più ad un teatro?

Le scuole che segue l’UNICEF da Bo a Kemala passando per Bumpeh Peri e Freetown sono a tutti gli effetti edifici polivalenti dopo tra le altre materie è previsto anche in collaborazione con ong locali il corso di teatro e recitazione. Le condizioni attuali non lo permettono ma sarebbe bello, appena gli spazi scolastici miglioreranno e saranno più efficaci immaginare di costruire teatri. Diciamo che per ora, senza polemica è davvero l’ultima delle urgenze per i sierraleonesi cui dobbiamo garantire vaccini, igiene, istruzione come priorità oltre a scuole adeguate. Se tutto questo andrà “a regime” penseremo anche a costruire tanti teatri.

Come hanno risposto i bambini della Sierra Leone dinanzi all’insegnamento della recitazione?

In maniera meravigliosa, con grande entusiasmo ma soprattutto con grande attenzione alle tematiche oggetto del lavoro che hanno realizzato. Molti di loro sono davvero attori in erba ed il messaggio che hanno saputo dare alle loro comunità sui temi della violenza domestica, dell’aids, dell’igiene sono stati straordinari. Un gruppo di loro ha realizzato anche rappresentazioni itineranti nei villaggi!

Unicef Italia promuove e sostiene molte campagne in Italia e numerosi progetti nel mondo, quali sono stati i risultati di Unicef Italia che ti hanno maggiormente gratificato in quest’ultimo anno?

Il viaggio in Sierra Leone mi ha cambiato la vita. Ho visto come opera l’UNICEF in contesti difficili come l’Africa Occidentale. Una grande organizzazione cl servizio della disperazione. Ma non voglio dimenticare la Campagna per i bambini siriani vittime di una guerra che li vede morire ogni giorno per cause che non gli appartengono. Sul fronte italiano sono felice del successo della campagna IO COME TU contro il razzismo e la non discriminazione quest’anno tutta incentrata sul diritto di cittadinanza i minori figli di immigrati. Che sono e devono essere italiani a tutti gli effetti.

Ci racconti quali sono i prossimi progetti che Unicef Italia ha in serbo?

La campagna VOGLIAMO ZERO giunta alla sua seconda edizione è il nostro mantra quotidiano. Essere riusciti a ridurre la mortalità infantile da 22 mila bimbi ogni giorno a 19 mila è un successo straordinario ma non bisogna fermarsi qui. Occorre mettere in campo tutte le nostre forze appunto per arrivare a zero. A breve lanceremo una grande campagna per sconfiggere la malnutrizione che ricordiamolo nel mondo vede anche 200 milioni di bambini in condizioni drammatiche di vita.

Cosa possiamo fare noi per dare una mano e contribuire alle cause di Unicef Italia?

Basta andare sul nostro sito www.unicef.it e sostenerci è il metodo più innovativo e forte per essere al nostro fianco ed aiutarci a sconfiggere molti mali che affliggono il pianeta.

Un sentito grazie da noi tutti ad Andrea Iacomini per il tempo e le parole che ci ha dedicato, per aver condiviso con noi parte della sua esperienza in terra africana e non solo. In attesa di risentirci sulle pagine del nostro blog, gli auguriamo nuovi bellissimi traguardi da tagliare.

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