Cinema e Product Placement

Cinema e Product Placement
STARTHINK MAGAZINE PARLA DI NOI

Avete mai notato bottiglie di bibite famose, computer contrassegnati da particolari frutti ‘morsicati’, icone familiari sullo sfondo delle vostre pellicole preferite? Ebbene, quello è il product placement, oggi più che mai un’importante forma di finanziamento per il cinema.

Sul piano pratico il product placement consiste nell’inserimento, con finalità promozionali, di prodotti riconducibili a marchi ben riconoscibili all’interno di un film. Il lavoro di squadra portato avanti da un produttore e il brand inserzionista ha l’obiettivo di amalgamare con dovuto equilibrio il prodotto o il marchio all’interno della trama del film e quindi della sceneggiatura.

Non è sempre un lavoro facile rendere gradevole l’inserimento di marchi senza inficiare la fruizione del film da parte degli spettatori, ma ancora più difficile è la stessa attività di fundraising, volta a individuare quei marchi funzionali alla pellicola e disponibili ad investire. Un percorso spesso laborioso.

Ne parliamo con Adelmo Togliani, attore, regista e produttore che da qualche anno ha abbracciato con risultati soddisfacenti questa forma di finanziamento in alcune delle pellicole da lui dirette e prodotte.

Adelmo, cosa rappresenta per un produttore il product placement cinematografico?

Letteralmente il product placement è uno strumento che serve a supportare economicamente un’opera di audiovisivo. Per me è un validissimo mezzo, indispensabile per realizzare sogni filmici. Non so come ragionino gli altri produttori, ma per me e il mio piccolo team, spesso da un’idea autorale si passa in automatico ad un’idea produttiva e di finanziamento legata a una specifica categoria merceologica: food & beverage, luxury, beauty…

[continua…]

 

Articolo tratto da Starthink Magazine cura di Carola Tangari

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Il trailer de La Macchina Umana

Il trailer de La Macchina Umana
IMMAGINI ESCLUSIVE AL FESTIVAL POPOLI E RELIGIONI

Le prime immagini del cortometraggio di fantascienza diretto da Simone Siragusano e Adelmo Togliani che vede protagonisti Valentina Corti e Gianni Franco sono state proiettate per la prima volta in Italia al Festival Popoli e Religioni di Terni nella sezione “Il cinema che verrà”. Sono stati gli stessi Valentina Corti e Adelmo Togliani a presentare il trailer dell’ultima attesissima produzione targata Accademia Togliani e Alfiere Productions. Dopo la trasferta in Polonia le immagini hanno debuttato anche in Italia, domenica 13 novembre al Cityplex Politeama di Terni.

“La Macchina Umana è una storia che riflette intorno ai temi dell’intelligenza artificiale – spiega Togliani – L’uomo sta dimenticando che il vero senso della vita risiede nelle proprie debolezze, angosce, entusiasmi, in sostanza, nei propri sentimenti”.

Adelmo Togliani e Valentina Corti

Adelmo Togliani e Valentina Corti

La vicenda, ambientata in un futuro prossimo venturo, racconta una seduta di psicanalisi in cui sono impegnati un analista sui sessant’anni (Gianni Franco) e il suo paziente Stefano, (Adelmo Togliani) che non riesce a relazionarsi con l’amore, e in particolare con la bella e sfuggente Gaia (Valentina Corti). Gaia, interpretata dalla bellissima Valentina Corti, in seguito si scoprirà essere una ingegnere di laboratorio coinvolto nell’interazione con il ragazzo Stefano che in realtà è un androide. Il compito di Gaia sarà quello di fingersi la fidanzata del giovane al fine di suscitare e provocare in lui emozioni autentiche. Il problema sarà alla fine dell’esperimento, quando una volta innamorata del ragazzo, dovrà scegliere se disattivarlo per sempre o rapirlo e vivere con lui una vita in fuga da tutto e da tutti.

È il secondo anno consecutivo che il Festival Popoli e Religioni sotto la direzione artistica di Arnaldo Casali, ospita un produzione dell’Accademia Togliani. Il 2015 fu l’anno de L’Uomo Volante.

Il cortometraggio La Macchina Umana sarà pronto per essere presentato al pubblico all’inizio del 2017.

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Accademia Togliani sbarca in Polonia

Accademia Togliani sbarca in Polonia
A OLSZTYN COL LABORATORIO DEI SOGNI PER ERASMUS+

È ormai passato un mese o poco più da quando, insieme agli amici del Laboratorio dei Sogni, siamo stati ospiti del Wama Film Festival a Olsztyn, Polonia. L’Erasmus+ è un programma europeo incentrato sulla formazione dei giovani nell’audiovisivo e sull’interscambio culturale tra i differenti Paesi europei coinvolti. I ragazzi invadono letteralmente la città camera in spalla e boom con microfonista al seguito. La partecipazione a questo genere di progetti è esperienza indispensabile per chi si occupa di formazione. Tra le altre cose portare in anteprima assoluta le immagini della nostra ultima produzione La Macchina Umana, che vede Valentina Corti protagonista, all’estero in una cornice appunto così prestigiosa, ci riempie di orgoglio. Con l’occasione si è potuto scambiare idee, opinioni e discutere su quale sarà il futuro del cinema partendo dal basso e partendo ovviamente dalla formazione. Ci sono state molte occasioni di confronto con numerosi partner (non c’eravamo solo noi italiani) ungheresi, ucraini e ovviamente polacchi. Il filmmaking è stato al centro del nostro intervento dinanzi ad un nutrito gruppo di addetti ai lavori. Si è parlato appunto di come questa pratica sia diffusissima e rappresenti a tutti gli effetti, ormai da anni, il punto di partenza per chi vuole fare cinema. Ma solo un punto di partenza, ci teniamo a precisare. Le possibilità esplorative che il filmmaking offre di tutte le professionalità coinvolte nel campo dell’audiovisivo (e forse non tutte) sono importantissime per la formazione di un giovane artista, sia che esso voglia diventare futuro montatore, microfonista, direttore della fotografia e, soprattutto, regista. Ecco, il regista: quella figura che, in un certo senso li racchiude tutti ma che domani non può pretendere di fare tutto da solo, ovvero quando deciderà di mettersi al lavoro su opere più impegnative dei semplici cortometraggi, commercial o qualsiasi altro contenuto in formato breve. Il filmmaking dota un individuo di molte competenze – in modo sommario e non approfondito – e dona la possibilità di saggiare ogni ruolo. La scelta è solo rimandata. Il regista, per esempio, deve fare i conti con tante cose che nessun libro è in grado di insegnare. Nemmeno il filmmaker più preparato può immaginare cosa accadrà quando si dovrà sedere davanti ad un monitor e dare il fatidico ‘AZIONE’ dinanzi ad una moltitudine di persone (la troupe, gli attori, la produzione) che si muove e fa domande, esprime opinioni, crea continuamente occasioni di confronto e talvolta anche di scontro. Crediamo che il filmmaking sia il nuovo trampolino per le professionalità cinematografiche soprattutto se, come abbiamo visto anche al Wama Film Festival dove i tanti ragazzi coinvolti (NdA da più nazionalità) hanno realizzato cortometraggi molto interessanti in meno di una settimana, vengono guidati da tutor consapevoli e preparati. Viva il filmmaking, viva il cinema!

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Fare Cinema: 2 giorni di Workshop

Fare Cinema: 2 giorni di Workshop
LINGUAGGIO CINEMATOGRAFICO E AUDIOVISIVO

Conoscere il linguaggio cinematografico e audiovisivo, comprenderne i meccanismi che ne sono alla base, significa rapportarsi in modo appropriato e libero ad uno dei fulcri della società contemporanea: l’atto del guardare.

I giovani guardano film al cinema, alla televisione in salotto o sul pc. Fruiscono di prodotti audiovisivi su dispositivi mobili come smartphone e tablet. Fatte poche eccezioni, non esistono situazioni o ambienti del contesto quotidiano in cui essi non abbiano a disposizione un device per la fruizione o la produzione di contenuti audiovisivi.

L’aumento di contenuti prodotti dagli stessi ragazzi (User Generated Content), che immessi nella rete possono potenzialmente raggiungere platee globali, sta influenzando le dinamiche economiche dell’industria culturale ed editoriale.

Eppure nonostante questo scenario e l’apparente facilità nell mondo ci si abitua tendenzialmente a convivere con i meccanismi e gli strumenti del linguaggio audiovisivo, il nostro rapporto con le immagini in movimento è spesso regolato da un utilizzo poco consapevole. E l’impatto sui più giovani può diventare devastante. La quantità di messaggi e stimoli audiovisivi e la velocità e la frammentazione con cui si organizzano e susseguono, difficilmente permettono di porsi in modo critico, attivo, di superare lo strato epidermico di tali immagini e di dischiuderne il significato più profondo.

Ai giovani d’oggi serve più che mai una coscienza critica che gli consenta di guarda in un modo più consapevole le immagini e infine di scegliere ‘come’ e ‘cosa’ raccontare del proprio presente.
Il corso si prefigge questo obiettivo.

Il workshop è totalmente GRATUITO e riservato alle prime 15 persone che si iscriveranno.


REQUISITI MINIMI PER PARTECIPARE AL CORSO:

  • età compresa tra i 18 e i 35 anni
  • DIPLOMA DI SCUOLA SECONDARIA DI 2° GRADO

Quando: 30 e 31 luglio 2016 Orari: 10.00 / 13.00 – 15.00 / 19.00
Dove: Accademia Achille Togliani di Via Nomentana, 1018 Roma

Docenti: Simone Siragusano; Adelmo Togliani

Per iscrizioni: 346 5300644 oppure scrivere a container@asiciaoroma.it oppure compila il FORM ONLINE

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L’Uomo Volante vince in Bulgaria

L’Uomo Volante vince in Bulgaria
SUCCESSO AL QUARANTINE FILM FESTIVAL

Ebbene sì, mettiamo il naso oltre confine e…vinciamo. “The award was given to “The flying man” for staying true to the traditions in Italian cinema”. Questa è la dicitura esatta. La prima volta che il cortometraggio viene proiettato all’estero e questo è il risultato. Esportiamo il meglio dell’Italia, siamo la commedia italiana, rappresentiamo la nostra tradizione, ci viene riconosciuto in terra straniera. Noi siamo italiani. Lo dicono loro e il nostro cinema. In riva al mare, un pubblico attento ride e applaude accompagnando la proiezione. A fare da colonna sonora a questo momento magico il rumore esclusivo delle onde del Mar Nero. Torneremo sicuramente con un altro progetto perché gli amici che abbiamo trovato sono unici e ci siamo ripromessi di incontrarci il prossimo anno a Varna, dove si è svolto questo festival sì piccolo, ma dalle grandi ambizioni. Il calore che la visione dell’opera ha riscontrato è cosa rara, persino in Italia. Siamo felici quando riusciamo a raccogliere il frutto di tanto sacrificio, ce lo meritiamo tutto. L’Uomo Volante viaggia e dimostra che i fatti contano, contano ancora in questo mondo e contano più di mille parole. Se tutto questo si tradurrà un giorno in un’opera più lunga dipenderà solo da noi. L’Uomo Volante si ritrova in competizione con opere da tutto il mondo prestigiosissime, e dopo tre giorni di proiezioni di autori altrettanto validi, per citarne solo due – ma l’elenco sarebbe lunghissimo – il bulgaro Kevork Aslanyan e l’iraniano Hamid Ghodrati, torniamo con molte certezze: siamo sulla strada giusta e nessuno ci fermerà.

Un grazie speciale a tutti i nostri compagni di viaggio (virtuali in questa occasione), e a Georgi Krastev e tutta l’organizzazione del Quarantine Film Festival!

Stay tuned!

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