UNICEF Italia porta il teatro in Sierra Leone

UNICEF Italia porta il teatro in Sierra Leone
 INTERVISTA AD ANDREA IACOMINI

Oggi ospitiamo sulle nostre pagine un amico, Andrea Iacomini, Portavoce dell’UNICEF Italia che ci parla di un importante progetto per la Sierra Leone, volto a combattere la malnutrizione e le malattie, garantire assistenza medica e a diffondere l’istruzione. Questo progetto sul campo è riuscito, tra le altre cose, a portare in Sierra Leone la recitazione tra le materie d’insegnamento che, nelle strutture scolastiche create da Unicef, vengono proposte ai bambini e ai ragazzi.

Chiediamo ad Andrea Iacomini di raccontarci come è nato questo progetto e quali obiettivi si pone.

Il progetto è nato dall’esigenza di spiegare ai ragazzi ed alle ragazze della Sierra Leone, in maniera semplice diretta e chiara, alcune tematiche fondamentali per la loro crescita come il rapporto tra uomo e donna, la non violenza, la lotta all’Aids, il rispetto reciproco e le corrette pratiche sessuali. La recitazione in questo senso è un volano incredibile di conoscenza, un metodo diretto e infallibile per sviluppare una cultura migliore all’interno di paesi ancora fortemente dominati da pratiche tradizionali.

Quali esigenze hanno spinto Unicef Italia a scegliere anche la recitazione tra le materie d’insegnamento delle scuole in Sierra Leone?

La Sierra Leone è un paese agli ultimi posti nelle classifiche mondiali per mortalità infantile che ricordiamolo ogni giorno nel mondo miete 19mila bambini spesso per cause prevenibili o curabili. E’ dunque fondamentale, accanto ai nostri tradizionali metodi di intervento, sviluppare una coscienza collettiva, una cultura della vita, attraverso il più innovativo ed immortale dei metodi, la recitazione, partendo dalle nuove generazioni.

Gli spazi destinati alle scuole sono polivalenti? Pensate di costruire degli spazi a scopo unicamente ludico, o addirittura di sviluppare spazi da destinare alla recitazione, che assomiglino sempre più ad un teatro?

Le scuole che segue l’UNICEF da Bo a Kemala passando per Bumpeh Peri e Freetown sono a tutti gli effetti edifici polivalenti dopo tra le altre materie è previsto anche in collaborazione con ong locali il corso di teatro e recitazione. Le condizioni attuali non lo permettono ma sarebbe bello, appena gli spazi scolastici miglioreranno e saranno più efficaci immaginare di costruire teatri. Diciamo che per ora, senza polemica è davvero l’ultima delle urgenze per i sierraleonesi cui dobbiamo garantire vaccini, igiene, istruzione come priorità oltre a scuole adeguate. Se tutto questo andrà “a regime” penseremo anche a costruire tanti teatri.

Come hanno risposto i bambini della Sierra Leone dinanzi all’insegnamento della recitazione?

In maniera meravigliosa, con grande entusiasmo ma soprattutto con grande attenzione alle tematiche oggetto del lavoro che hanno realizzato. Molti di loro sono davvero attori in erba ed il messaggio che hanno saputo dare alle loro comunità sui temi della violenza domestica, dell’aids, dell’igiene sono stati straordinari. Un gruppo di loro ha realizzato anche rappresentazioni itineranti nei villaggi!

Unicef Italia promuove e sostiene molte campagne in Italia e numerosi progetti nel mondo, quali sono stati i risultati di Unicef Italia che ti hanno maggiormente gratificato in quest’ultimo anno?

Il viaggio in Sierra Leone mi ha cambiato la vita. Ho visto come opera l’UNICEF in contesti difficili come l’Africa Occidentale. Una grande organizzazione cl servizio della disperazione. Ma non voglio dimenticare la Campagna per i bambini siriani vittime di una guerra che li vede morire ogni giorno per cause che non gli appartengono. Sul fronte italiano sono felice del successo della campagna IO COME TU contro il razzismo e la non discriminazione quest’anno tutta incentrata sul diritto di cittadinanza i minori figli di immigrati. Che sono e devono essere italiani a tutti gli effetti.

Ci racconti quali sono i prossimi progetti che Unicef Italia ha in serbo?

La campagna VOGLIAMO ZERO giunta alla sua seconda edizione è il nostro mantra quotidiano. Essere riusciti a ridurre la mortalità infantile da 22 mila bimbi ogni giorno a 19 mila è un successo straordinario ma non bisogna fermarsi qui. Occorre mettere in campo tutte le nostre forze appunto per arrivare a zero. A breve lanceremo una grande campagna per sconfiggere la malnutrizione che ricordiamolo nel mondo vede anche 200 milioni di bambini in condizioni drammatiche di vita.

Cosa possiamo fare noi per dare una mano e contribuire alle cause di Unicef Italia?

Basta andare sul nostro sito www.unicef.it e sostenerci è il metodo più innovativo e forte per essere al nostro fianco ed aiutarci a sconfiggere molti mali che affliggono il pianeta.

Un sentito grazie da noi tutti ad Andrea Iacomini per il tempo e le parole che ci ha dedicato, per aver condiviso con noi parte della sua esperienza in terra africana e non solo. In attesa di risentirci sulle pagine del nostro blog, gli auguriamo nuovi bellissimi traguardi da tagliare.

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Pronti…partenza…VIA!

Pronti…partenza…VIA!

Il countdown è terminato…Uno tsunami di allegria ed energia ha travolto tutto e tutti. Le aule dell’Accademia hanno accolto i nostri giovani talenti che hanno dimostrato immediatamente di voler a tutti i costi guadagnarsi un posto di rilievo nel mondo dello spettacolo. Dall’altra parte il corpo docente è sceso in campo determinato a mettere a disposizione dei ragazzi tutta la propria esperienza e professionalità. L’Accademia Achille Togliani ha così intrapreso un nuovo anno dove gli allievi del secondo si sono ritrovati e uniti agli allievi del primo anno, per dare vita a nuove fatiche e nuovi lavori. Noi sappiamo benissimo che non sarà sempre facile, e che a volte un particolare stato emotivo caratterizzato da una ipersensibilità agli stimoli e da una sproporzionata risposta a tali stimoli, sia a livello di comportamento sia a livello fisico prenderà il sopravvento, detto in parole povere il nervosismo la farà da padrone, ma sappiamo anche che la voglia di mettersi in gioco, la forza di volontà, e il sogno di vivere una vita da artista completo avranno la meglio. E l’augurio che tutti noi “eminenze grigie” dell’Accademia Achille Togliani facciamo ai nostri ragazzi è quello di vivere alla grande ogni singolo momento, di articolare ogni emozione, di tirare giù il freno a mano e darci dentro senza risparmiarsi mai. Perché il lavoro che abbiamo scelto è fatto di disciplina, e il percorso è pieno di ostacoli e tanti “no”, ma noi impareremo ad accettarli, e a superarli.

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Da PrismaNews

Da PrismaNews
Adelmo Togliani parla agli aspiranti attori

Corsi di formazione biennali, 800 ore di lezioni teoriche e pratiche con laboratori di canto, danza, recitazione, dizione, doppiaggio. Allestimento di spettacoli autoprodotti e da gennaio 2013 la novità di un corso di regia. Questa l’intelaiatura su cui si fonda l’Accademia Togliani, che dal 1989 a Roma sforna attori professionisti, protagonisti del mondo dello spettacolo.

La scuola di formazione professionale attoriale Togliani, fondata da Achille Togliani, indimenticato cantante e attore, è riconosciuta dalla Regione Lazio e dal Comune di Roma ed è convenzionata all’Asi Ciao, Coordinamento Imprese sociali ed enti No Profit: rilascia agli allievi che hanno superato l’iter formativo il Diploma di Qualifica professionale di attore e permette di acquisire crediti formativi universitari.

In occasione dell’Open Day di giovedì 4 ottobre, le porte dell’Accademia in via Nomentana a Roma si sono aperte a tutti i ragazzi e le ragazze interessati a intraprendere il mestiere dello spettacolo. Gli insegnanti coordinati da Adelmo Togliani, si sono messi a disposizione di chi vuole conoscere l’attività dell’Accademia, offrendo lezioni di recitazione, danza e improvvisazione. Prismanews ha seguito l’evento grazie alla guida di Laura Beretta, responsabile dell’ufficio stampa ch ci ha accompagnati attraverso gli spazi dell’Accademia illustrandone le specificità e i punti di eccellenza. “Una formazione a 360 gradi è il nostro punto di forza – ha sottolineato Laura Beretta – dunque lezioni di teoria, storia del cinema, del teatro, in stretta correlate alla formazione sul campo, questo per abituare i giovani allievi ad avere una solida preparazione. Preparazione che forse da sola non basterebbe, ecco perché l’Accademia segue i propri allievi praticamente fino al debutto sui palcoscenici. Mentre prosegue la visita attraverso la sala canto, quella per la danza, la sala teoria e la camera casting, in cui si insegna all’allievo ad abituarsi alla presenza di una telecamera o di una cinepresa allenandolo ai tempi televisivi o cinematografici, ci dice che per l’Accademia è fondamentale provare le motivazioni, le capacità, la passione dei ragazzi che desiderano iscriversi ai corsi. Prima di essere ammessi è infatti necessario affrontare e superare un provino.

 

Terminata la lezione è il momento di una chiacchierata con Adelmo Togliani.

Se dovessi spiegare ad un ragazzo che vuole fare il mestiere dello spettacolo, come gli descriveresti L’Accademia Togliani?
A Roma ci sono molte Accademie di teatro, ciò che ci contraddistingue dalle altre è il modo in cui seguiamo i nostri giovani. Li accompagniamo nel mondo del lavoro, creando vere e proprie opportunità professionali e sin dalla fase formativa limitiamo il numero di partecipanti ad un gruppo ristretto e selezionato in modo da consentire a tutta la struttura di concentrare energie sul talento e il merito”.


Passione e metodo sono ancora indispensabili per fare questo mestiere, o come molti purtroppo pensano, sono più importanti “le scorciatoie”?
Le scorciatoie ci sono e ci saranno sempre, credo anche però che bisogna essere in grado di sfruttarle, e dare il meglio di sé quando il ‘treno passa’. Il nostro è un mestiere talmente pieno di variabili…che la raccomandazione secondo me è l’aspetto meno rilevante. Ma ripeto: la preparazione e la formazione che rappresentano il nostro forte in quanto scuola, sono fondamentali per un artista. Nessuno vuole essere una meteora, e una raccomandazione fine a se stessa serve a ben poco, non trasforma delle seppur vivide aspirazioni in una ‘carriera’.

 

L’Accademia è molto attiva, promuove numerose iniziative, come ad esempio lo spettacolo andato in scena in occasione della Notte dei Musei.
“Devo dire che sin dai tempi della sua fondazione L’Accademia Achille Togliani ha fornito occasioni professionali ai suoi allievi. Io e i miei compagni di allora cominciammo con papà, nei suoi recital canori. Lui diceva che non ero pronto per gli sketch, e quindi facevo il presentatore. Introducevo i miei colleghi/compagni di scuola e le parti canore di mio padre. Il dopo-intervallo era il mio forte! Oggi la mission della scuola è sempre la stessa, ma ha dilatato ancora di più il suo raggio. “L’Amore ai tempi della crisi” ideato da me ed Elena Tommasini, sotto la mia regia, dà addirittura, in una cornice meravigliosa come la Notte dei Musei, l’occasione ai nostri  ragazzi di portare in scena dei ‘pezzi’ inediti scritti da loro stessi. Più di così! Inoltre ricordo che il 12 ottobre andremo in scena per la rassegna Giovani@teatro al Centro Culturale Aldo Fabrizi con uno spettacolo prodotto dall’Accademia con il contributo dell’Assessorato del Comune di Roma alla Famiglia, all’Educazione e ai Giovani. Lo spettacolo dal titolo POLVERE per la regia di Saverio di Giorgio tratta il delicato tema della tossicodipendenza. I due protagonisti sono allievi della nostra scuola. Alla fine abbiamo anche organizzato un dibattito con alcuni esperti del settore che verrà moderato da Emanuele Merlino”.


Veniamo a te, da poco hai girato un film con Pupi Avati, vuoi dirci qualcosa a proposito.
“Uno di quei registi che solo a sentirne parlare mi viene la tremarella…al provino fui sfrontato. Sul set invece, aveva una cavolo di fifa. Lui va per sottrazione, io ho una personalità a volte debordante, c’è un’incompatibilità di fondo che è stata poi risolta. Da subito ho azzardato a mio rischio e pericolo, un dialetto romagnolo, e lui: niente. Dopo i primi 3 ciak, mi fa: “Ma lo sai che lo parli proprio béne? Evvai, avevo qualche possibilità. Sono andato avanti così per tutta la lavorazione come fossi stato in trincea, avanti due indietro uno, indietro due avanti tre passi…azzeccavo una cosa e lui preferiva che mi concentrassi su altri aspetti e correggessi. Con lui è come se fossi tornato a scuola, ma sono stato felicissimo di farlo. Sono molto esigente con me stesso e sempre disposto a mettermi in gioco, fa parte del nostro mestiere. E poi come dice Pupi: il professionismo ha creato omologazioni, e l’omologazione è la rovina”.


L’Accademia è stata fondata da tuo padre Achille, indimenticato cantante e uomo di spettacolo, un tuo ricordo. “Non si è mai speso in complimenti nei miei confronti. Anzi, mi sono sempre sentito giudicato, lo sogno la notte che guarda i miei spettacoli ma non si esprime, né proferisce parola alcuna. Però il trucco era questo con lui; fare bottega vuol dire saper ascoltare il ‘maestro’. In ogni gesto o parola c’è un ‘segno’. Lì risiede il suo insegnamento. Puoi chiedere ad una leggenda cosa si deve fare nella vita per svoltare? Lui è la sintesi di tutto questo, trascende le soluzioni. Dopo l’ennesimo provino andato male, da cui, come sempre, tornavo piangendo, a piedi, da qualunque zona di Roma si svolgesse il cast, mio padre senza dare troppa importanza all’accaduto, diceva candidamente: “Si vede che non è il tuo momento, dovrai fare qualcosa di migliore”.


Tuo padre apparteneva alla schiera di artisti per così dire a tutto tondo, talento e dedizione applicate alla musica, al cinema, alla radio, alla televisione. Esistono ancora oggi artisti così?
“Direi di no. Mio padre è arrivato al cinema molto tempo dopo, nonostante fosse stato il suo primo grande amore. Era stato allievo del Centro Sperimentale di Cinematografia nel 1940 con Antonioni, De Santis e Germi. Le circostanze della vita e il momento storico non lo hanno premiato da subito in quella che secondo me resta la sua vera passione. Tornando alla domanda, oggi c’è molta più concorrenza e riuscire a fare tutto e bene, beh la vedo dura. Avrei un nome, ma so che risulterei impopolare per i suoi trascorsi e perché unanimemente riconosciuta come una personalità un po’ controversa. Questo personaggio è Luca Barbareschi. Non è paragonabile a mio padre, ma in quanto ad eclettismo, insomma, ne avremmo di cui parlare”.


Quali i tuoi progetti futuri?
“Molti, uno di questi è scritto con la mia fedelissima collaboratrice, Elena Tommasini, si chiama “Vita da avatar”, spiega cosa succede ai personaggi dei videogiochi quando la console è spenta, quello che fanno. Gli avatar vivono di vita propria? Tutti loro attraverso degli immensi monitor fissati in piazza Avatar, a Gameland, spiano il mondo umano, ci imitano, ci prendono in giro. E poi tutti ce l’hanno con i Sims?!?! Perché? Certo, per loro giocare non vuol dire lavorare, hanno tutti gli add-on ed espansioni possibili! Vivono in posti fighi, isole caraibiche o superattici con viste spettacolari, vanno a feste e party, guidano belle macchine. 2bit e Deluxe, gli altri personaggi, si ammazzano di lavoro/gioco dalla mattina alla sera. Aggiungi il fatto che i Sims, sono stati creati da noi giocatori a nostra immagine e somiglianza!!! Abbiamo questo progetto in cantiere ormai da 3 anni e presto ne vedremo delle belle. Come attore invece ho finito adesso di girare con Leone Pompucci “Leone nel Basilico” con Ida di Benedetto, e adesso sono sul set con Valeria Golino, in un piccolo ruolo nell’ultimo film di Marco Puccioni “Come il vento””.


-written by Massimo Lori-

Tratto dal sito www.prismanews.net (tutti i diritti riservati ® 2012)

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Polvere: incontro con i protagonisti

Polvere: incontro con i protagonisti

L’Accademia Achille Togliani con il contributo dell’Assessorato alla Famiglia, all’Educazione e ai Giovani di Roma Capitale presenta POLVERE, uno spettacolo scritto e diretto da Saverio Di Giorgio.

Lo spettacolo è interpretato da Nicola di Lernia, Gabriella Marsilli e si avvale della partecipazione degli allievi dell’Accademia Achille Togliani, si terrà in data unica venerdì 12 ottobre 2012 alle ore 21.00 presso il Centro Culturale Aldo Fabrizi (San Basilio, via Corinaldo angolo via Treia, Roma).

Al termine della serata si terrà un dibattito sul tema affrontato nello spettacolo e sul ruolo sociale e terapeutico del teatro, moderato da Emanuele Merlino.

POLVERE tratta il delicato tema della droga con la serietà dovuta all’argomento ma anche con i toni leggeri della commedia. Lo spettacolo conclude la rassegna Giovani@Teatro che, a partire da maggio di quest’anno, ha toccato numerosi teatri di Roma con l’obiettivo di offrire valori ed emozioni attraverso spettacoli e reading prevalentemente nelle zone periferiche della città.

Oggi le pagine del nostro blog ospitano due degli interpreti di POLVERE: Federico Ancillai, che affronta il ruolo del giovane tossicodipendente e Palma Karmen D’Addeo, la sua fidanzata. Entrambi sono allievi dell’Accademia Achille Togliani e li abbiamo intervistati a poche ore dal debutto.

Ecco cosa ci hanno raccontato.


Cosa ha significato per te interpretare il personaggio che ti è stato affidato?

Palma: E’ stato un po’ come viaggiare in un territorio sconosciuto guidata solo dalle emozioni. Quando si studia un nuovo personaggio si cerca sempre di capirlo in maniera profonda e mai superficiale. Ma in questo caso l’approccio è stato un po’ diverso; non avendo mai vissuto un’esperienza simile a quella del mio personaggio, per me interpretarlo ha significato “aprirmi” mentalmente e fisicamente ad esso e alle forti emozioni che ne sono derivate. Ancora adesso, ad ogni prova, scopro qualcosa di nuovo del mio personaggio, quasi come se crescessimo e maturassimo assieme.


Il personaggio che rappresenti in Polvere è fragile e tormentato, è stato difficile costruirlo?

Federico: All’inizio è stato difficile, la cosa più complessa è stata sicuramente interpretare le scene in cui il mio personaggio soffre di crisi di astinenza: capire in che modo si manifestano e come rappresentarle  attraverso il linguaggio del corpo. Il rapporto del mio personaggio con i genitori invece, anche se molto tormentato, è stato più semplice da affrontare perché ho trovato più facile immedesimarmi nella situazione e perché in scena interagisco con due bravissimi attori.


Quali difficoltà hai affrontato nell’interpretazione? 

Palma: Tante e nessuna. Ora mi spiego meglio: le difficoltà sono state tante inizialmente. Il personaggio che interpreto è distante da me per molti aspetti e la tematica affrontata è assai complessa. Ti senti addosso una sorta di “responsabilità interpretativa”. Ma allo stesso tempo, man mano che il lavoro sul personaggio s’intensifica e grazie all’aiuto del regista, durante ogni singola prova inizi a capire che l’unica difficoltà è quella di lasciarsi andare totalmente, donando la propria fisicità, le proprie emozioni, la propria testa ed il proprio cuore al personaggio.


Il tuo rapporto con il regista Saverio Di Giorgio, come è stato il vostro incontro? 

Federico: Il primo incontro con il regista è stato al provino, è stato breve e per questo credevo di non essere andato bene. Il giorno dopo con sorpresa ho saputo che ero stata scelto. Dalla prima prova Saverio Di Giorgio mi ha subito aiutato a comprendere il personaggio e a interpretarlo nel modo migliore.


Quali soddisfazioni hai tratto maggiormente da questa esperienza recitativa?

Palma: La soddisfazione di poter superare i propri limiti. Ho capito che i tre anni di formazione e di lavoro in Accademia sono stati fondamentali per me, in quanto senza la tecnica acquisita e senza tutta quell’esperienza forse (anzi, sicuramente), non sarei qui a parlare di POLVERE e a vivere l’amore per il teatro giorno dopo  giorno! Ma la soddisfazione più grande è quella di uscire dall’Accademia, dopo ogni prova e scoprire qualcosa di nuovo nel mio personaggio e nel rapporto con gli altri attori, capire che posso fare di più e che posso scoprire molte altre cose, prova dopo prova!


Quanto è stato importante per te affrontare il tema trattato dallo spettacolo?

Federico: E’ molto importante poter sensibilizzare un pubblico trasversale: i ragazzi per mostrare loro quelle che sono le conseguenze del consumo di droga sulla psiche  e nei rapporti con gli altri,  i genitori per cercare di mostrare loro quanto, seppur difficile, sia necessario un dialogo costante e aperto con i figli. Essendo questo il mio debutto assoluto su un palco, ho avuto la possibilità di confrontarmi con il mondo del teatro e ho avuto l’opportunità di crescere come attore grazie ad un ruolo così bello e impegnativo.


Ringraziamo Federico Ancillai e Palma Karmen D’Addeo per la loro disponibilità e il regista Saverio Di Giorgio che ci ha permesso di sottrarre per qualche minuto i nostri attori alle ultime prove in Accademia in attesa che si spalanchi il sipario.

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Le Funky Mamas parlano di noi

Le Funky Mamas parlano di noi

Le Funkymamas oggi ci hanno fatto una sorpresa graditissima…sul loro sito è apparso un bellissimo articolo che parla di noi e del nostro Young Lab che parte a ottobre! Un ringraziamento speciale a Chiara e Justine, due donne, due mamme, due funkymama!

 

 

 

 

MAMMA DOVE MI PORTI? A SCUOLA DI RECITAZIONE

 

Quando si parla di attività extrascolastiche la mente delle mamme va spesso agli sport più disparati, con la preoccupazione principale di non ritrovarsi, per l’ennesima volta, con un’attrezzatura nuova fiammante che verrà abbandonata insieme al corso dopo qualche primo mese di entusiasmo da parte dei piccini.

Una valida alternativa che vorremmo proporvi oggi è il corso di recitazione per bambini e ragazzi.

A partire dai 10 anni ma anche prima e fino ai 16 anni, il corso di recitazione potrebbe interessare i vostri ragazzi con la sola preoccupazione di fornire loro un paio di pantaloni morbidi e comodi per muoversi con assoluta libertà sul pavimento e sul legno del palco.

Il corso di recitazione non è destinato solo a quei bambini che già in tenera età vi confessano di voler recitare l’Amleto (dubito che accada davvero…) e nemmeno solo a vostra figlia che vi confessa che vorrebbe emulare la carriera di Shirley Temple, no.

La recitazione è una disciplina che può coinvolgere qualsiasi piccolino per il semplice fatto che attraverso la tecnica e il metodo aiuta a sfruttare al meglio le proprie capacità, a gestire le proprie potenzialità, migliorare la conoscenza di sé ed acquistare più sicurezza.

le funky mamas little spider man wannabe

Fare teatro insieme è innanzitutto divertimento con lo scopo però di raggiungere degli obiettivi sia individuali che di gruppo: aiuta la valutazione dei propri limiti, sviluppa le attività sociali, verbali e fisiche, favorisce la spontaneità, l’uso dell’immaginazione e della capacità di giocare, aumenta la tolleranza, il rispetto e la collaborazione tra i membri del gruppo.

È un occasione per fare squadra e lavorare in gruppo, per conoscere un mondo nuovo e affrontare le prime sfide, come  un saggio di fine anno.

Potremmo invitarvi a guardare intorno a voi tra le scuole di teatro più vicine a casa che aprono le porte anche ai bambini con corsi strutturati ad hoc per loro, ma in particolare vogliamo segnalare  oggi alle mamme una scuola di teatro, cinema e tv di Roma che da anni segue con la medesima attenzione adulti e bambini.

È l’Accademia Achille Togliani che, fondata dal grande cantante nel 1989, oggi accoglie ancora numerosi giovanissimi allievi allo YOUNG LAB, il corso a loro destinato li conduce, sotto la guida di Adelmo Togliani ed Elena Tommasini e attraverso tecnica e metodo, nel magico mondo del teatro.

L’Accademia Togliani è a Roma, in via Nomentana 1018, se volete qualche informazioni in più potete curiosare sul loro sito (www.accademiatogliani.it) oppure scrivere a info@accademiatogliani.it

Lo YOUNG LAB vi aspetta, le prossime lezioni partono a ottobre e fino a luglio dell’anno prossimo c’è tempo per calarsi nei panni di Amleto o se preferite…del Cappellaio Matto!

-written by Dafne-

Tratto dal sito www.lefunkymamas.com (tutti i diritti riservati ® 2012)

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